AVEVAMO BISOGNO DI GENTE COSI'

17.02.2015 18:38

Oggi voglio parlare di tre personaggi che stanno facendo la storia di questa stagione; quasi sempre i bilanci di un’annata si fanno a fine anno, quando si analizza ciò che ha funzionato e ciò che è da rivedere, ma in questo caso non importa arrivare a primavera inoltrata per capire che queste tre scelte sono state non azzeccate, ma azzeccatissime.
Bruno, Graziano, Virgilio, in ordine rigorosamente alfabetico.
Non importano i loro cognomi, tanto quelli li conoscono tutti; quello che non tutti possono conoscere (ma tanti sì) è il valore aggiunto di personalità, tecnica e attaccamento alla maglia che i tre hanno portato all’interno di una società che ne aveva bisogno dopo un’estate difficile, fatta di delusioni cocenti a livello umano.
Bruno, un’istituzione a livello di allenatori nella nostra zona, innamorato perdutamente della sua Montecatini, professore di lettere apprezzato ovunque (si dice che a Larciano abbiano appeso al soffitto della scuola media la sua maglia!), vincitore di campionati a Chiesina (uno anche con me come giocatore!), Altopascio, San Miniato e adesso Montale, una persona “positiva” che crede nei valori umani e che trasmette passione per questo sport (e per lo sport in generale) a piene mani, coinvolgendo tutti in un’esperienza che va al di là di una semplice vittoria o sconfitta in una partita.
Graziano, personaggio schivo che scansa le luci della ribalta ma fenomenale con i suoi piccoli giocatori, un ragazzo insieme ai ragazzi, che diverte e si diverte in campo mimando ogni esercizio e ogni movimento in un misto tra il tecnico ed il comico. Uno spettacolo da seguire durante la settimana, un’ora e vedere lui passa in un lampo, e anche qui la soddisfazione di chi lo segue in campo (ma anche in tribuna) vale da sola il prezzo del biglietto, e fa pensare che anche questa scelta è stata indovinata.
Viriglio, un misto di sud e nord che emana simpatia e divertimento da tutti i pori, un allenatore esigente, duro in palestra ma anche pieno di complimenti per i suoi giocatori lontano dai riflettori, un conoscitore di basket profondo ma capace di sdrammatizzare i problemi con le sue battute in dialetto. Un tipo che si è messo immediatamente “la maglia addosso”, che da l’impressione di essere sempre stato in questa società dalla disponibilità e dalle parole che spende per essa.
Avevamo bisogno di gente così.

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