CAMBIO DI ROTTA

27.12.2014 19:14

A distanza di quasi un anno, ci troviamo nuovamente a commentare l'esonero dell'allenatore della prima squadra. A gennaio scorso ci fu l'avvicendamento tra Rastelli e Stefano Tommei, mentre Alessandro Fantozzi ha preso in mano la panchina biancoblù l'estate scorsa dopo il mancato rinnovo dell'accordo con il coach termale. Quattro allenatori in un anno solare, non male come frequenza, considerando che nei dieci anni precedenti solo tre allenatori si sono seduti sul pino biancoblù (Mencarelli, Baldini e Rastelli). 

In Fantozzi, non lo nascondiamo, erano riposte molte speranze, soprattutto dopo un buon precampionato (vittoria nel trofeo Borelli) e le prime 5-6 giornate di campionato che avevano regalato una squadra interessante, armoniosa, a tratti spumeggiante. Ma per rompere gli equilibri nel basket basta poco: una partita persa, un cambio sbagliato, una parola di troppo, un atteggiamento non ideale. Fantozzi è un buon allenatore, ha idee interessanti e la squadra quando lo ha seguito ha regalato prestazioni validissime: pensiamo alla vittoria con Livorno, all'ottima ripresa di Varese, alla quasi vittoria con Siena e alla strepitosa affermazione nel derby con Bottegone. Ma il destino di un allenatore è deciso dai risultati, e se la tua squadra perde 9 delle 11 partite giocate, un riesame è quanto meno necessario. Se poi nella valutazione di un rapporto allenatore-società inserisci altri aspetti, il quadro si fa molto più fosco. Fantozzi ha una colpa essenziale: non si è calato nella nostra realtà. Si è comportato da perfetto professionista quale è, ma probabilmente la situazione, l'ambiente, richiedevano altro. La Pallacanestro Monsummano è in B da pochi mesi e sta cercando di ambientarsi alla svelta, cercando di crescere in tutti gli aspetti. Il coach livornese è rimasto però sempre troppo distante, e al momento del confronto la sua posizione si è fatta debolissima. I rapporti di collaborazione si fanno in due.

Ora tocca ad Andrea Niccolai, uno che di esperienza ne ha da vendere, che però si trova per la prima volta nelle vesti di capoallenatore di una squadra senior ed in un campionato nazionale. Quando gli è stato chiesto di allenare la Meridien non ha tentennato, anzi ha detto "me la voglio giocare". Ed eccolo qui, pronto a guidare la squadra con grinta e determinazione, circondato da un ambiente compatto e pronto a sostenerlo. Vogliamo salvarci, e le stiamo provando tutte. Nessuno si arrende.

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