SE DUE INDIZI FANNO UNA PROVA

18.03.2012 00:00

DOPO SIENA, Altopascio (leggasi Ponte). Un'altra sconfitta netta nel punteggio e nel gioco, arrivata alla fine di un'altra partita dove non siamo stati mai in vantaggio. In trasferta nel girone di ritorno abbiamo subito scoppole imbarazzanti: Pontedera, Pistoia, Siena e Altopascio, con la sola parentesi del brodino di Calasetta. Dal mese di dicembre, la squadra biancoblù ha giocato otto partite fuori casa, vincendo a Empoli e a Calasetta e perdendone 6 con uno scarto medio di 12,4 punti. Numeri negativi, che non inducono all'ottimismo. Di queste otto trasferte, sette sono state giocate senza la squadra al completo, un ritornello che ormai ci ansima da mesi e che rischia di diventare un comodo alibi. Terminata l'analisi delle nude cifre, è indubbio che attualmente (ovvero senza Fracassini e Ambrosino, con tutto il rispetto per Marchino Barbieri) la Meridien non è una squadra da playoff, ma che deve difendere con le unghie e con i denti una posizione che si è conquistata nel girone di andata e che si è consolidata grazie anche alle disgrazie altrui: negli altri gironi di serie C non c'è una prima in classifica con otto sconfitte. Tra la prima e la nona classificata ci sono sei punti, un fazzoletto di squadre pericoloso che non fa dormire sonni tranquilli. Alla fine della stagione regolare mancano cinque partite, tre in casa (Trony, Empoli e Carrara) e due fuori (Bottegone e Costone), quindi basterebbero sei punti per ottenere almeno il terzo posto, contando sugli scontri diretti che da qui a maggio allungheranno la classifica. Di più, in questa situazione tecnica e fisica, non possiamo osare ed è difficile chiedere. Ma di giocare con maggior cuore e maggior coraggio, quello si che va chiesto.

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