STORIA DI UN GOLDEN BOY

10.04.2015 12:56

In principio era il “golden boy”, ma facendo un passo ancor più indietro si potrebbe citare “ancora un canestro” (Bruno Ialuna docet); in quanti poi da tutta la Valdinievole gli hanno chiesto “facci l’aeroplano”, insomma la storia di Andrea Niccolai “da via Mascagni” (tanto per usare un’altra frase storica) parte da lontano ed arriva ancor più lontano.

L’esordio in Nazionale a sedici anni, il canestro da tre quarti campo di Perugia che portò lo Sporting Club in serie A, la promozione in A1 giocando a Lucca, la cessione miliardaria a Roma, lo scudetto a Treviso in maglia Benetton….. sono soltanto una parte di un racconto che per portare a termine servirebbe trasformarlo in una serie televisiva.

Lui ha riempito il Palaterme, lui prese in mano il microfono in un derby sospeso per lancio di carta igienica in campo che sancì la retrocessione, lui ha riportato il basket in rossoblù vincendo il campionato di serie C in una finale proprio contro Monsummano, lui ha provato fino in fondo a non far sparire il grande basket nella cittadina termale.

Poi la storia ha preso una piega diversa, ed in una giornata di fine agosto lo trovi in palestra con la felpa con scritto “coach”, la maglia di Monsummano…. Chi lo avrebbe mai detto? Tre mesi più tardi prende in mano una squadra ferita, ultima in classifica in solitudine e lavorando, lavorando, lavorando vince 8 partite su 13, raggiungendo una salvezza più che anticipata che sa di miracolo….

Ma il bello non è questo, ovvero non è soltanto questo; il bello è vedere una persona positiva, sorridente, disponibile, che fa la due di notte a parlare di basket e non solo, che ti chiede come va la tua squadra UISP e che ha una parola per tutti i giovani che allena e che porta in palestra in quantità industriale.

Questo, signori, è Andrea Niccolai….teniamocelo ancora un po’ stretto con noi prima che voli verso lidi ancora più alti…..          

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